180° giorno – Fuga?

A scrivere il numero, a scrivere ‘giorno’, a mettere il trattino ci sono arrivato…è già qualcosa.

Non basta.

Ho sullo schermo il film di Vallanzasca…non lo sto guardando…ha delle buone musiche, la recitazione mi sembra cosi cosi…ci sono un sacco di belle ragazze dentro…lo so perché quando sento una voce di donna alzo lo sguardo e vedo com’è. Tutte belle.

Le musiche però sono invadenti, te ne accorgi soprattutto quando i film non li stai guardando, senti le melodie che soffocano le parole, troppo alte…e poi urlano tutti, sia buoni che cattivi, mi sembrano tutti incazzati nonostante le donne, i soldi, le macchine, le droghe, la musica nei club.

Ma ci sta, lo siamo tutti incazzati…credo. Un sacco di gente si giustifica ogni giorno, perché ha sbagliato, perché ha perso la testa, perché non sa come comportarsi e combina disastri…perché sono incazzati. Uno che mi dice “no ti spiego…” anche se non mi interessa, una che manco mi risponde e quindi mi incazzo pure io. Sono il primo ad arrabbiarmi. Con gli altri. Con me. Arrabbiato per la donna che non mi vuole, per il conto in banca in picchiata, per le pedine che non si smuovono, per le parole che su carta, quando le rileggi, non sanno di nulla e ti credi davvero sopravvalutato da quel gran sopravvalutato di te stesso. Arrabbiato come tutti gli altri, ricchi, poveri, stronzi, bravi, preti, perbenisti, vicini di casa, invidiosi, ladri come Vallanzasca.

Sta su una nave, millesima volta che lo catturano che io lo capisco a sto punto, che gli rimanga solo la rabbia…é un bello stress. Non so come ma fugge da un oblò prendendo in giro cinque carabinieri, indossa un giacchetto da operaio, si finge parcheggiatore, fugge nel nulla di un porto.

Nelle fughe sono esperto anch’io…ma tanto è inutile…se il problema è la rabbia…quella te la porti ovunque tu vada.

Ma forse c’è da andare davvero lontano.

Non ci sono mai andato davvero lontano.

69° giorno – On an empty space

Ho deciso di stare a casa stasera…a non fare nulla.

Scrivo il diario come temporaneo break alla mia consapevole scelta di buttare ore preziose di weekend in partenza.

Il mio fare nulla è davvero fare nulla.

Clicco di qua e di la senza combinare davvero qualcosa. Potrei e vorrei leggere ma non lo faccio. Ho un sacco di film da vedere ancora, ma non lofaccio. Studio, lavorare per me stesso, fare quel “book” di lavori, scrivere quel “book” di racconti, aprire quel “book” con la lista dei miglioramenti personali da perseguire…no, non lo faccio.

Fisso un punto indistinto, talmente indistinto che a volte devo correggere la vista perchè si appanna, con il pensiero che è così perso nel non pensare, che lascia senza opporre resistenza che gli occhi si offuschino, che il fuoco vada perso, che pure le pupille non facciano nulla.

Lasciate perdere, sono convinto che non sia del tutto inutile tutto ciò, spero di trovarci un significato, una motivazione in tutto questo, un giorno.

E a quel punto forse, dovrei davvero trovarmi qualcosa di serio da non fare.

Un nulla più inutile.