251° giorno – Cambio di programma

Ritorno saltato perché bho, il tempo è scivolato pure oggi e sono tipo le due passate, di notte, ed ecco…partiamo domani mattina e in realtà non ho davvero nulla nulla nulla da voler scrivere, sono schiantato sul divano, occhi appannati e un gran casino nello stomaco. Pensavo però, che se c’è una cosa che sento cambiare in questo periodo, è che se gli anni passati dopo qualche giorno desideravo tornare alle mie placide comodità di sempre, ora il distacco da casa mia lo vivo in tranquillità…indice forse di desiderio di indipendenza, di doccia tua e frigorifero con dentro roba che compri te, letto King size di proprietà esclusiva, nessun “fate silenzio che ci sono i miei che dormono” e solitarie luci al neon.

Chissà se sarà realtà quest’anno…ci potrei provare, me lo dico quando organizzo i miei piani d’attacco al futuro anche se prima, che stavo in una doccia di quelle con la scatola attorno da fare in piedi e mi godevo acqua calda scrosciante ed occhi chiusi, pensavo che a casa mia però ho la vasca lunga che ci sto a meraviglia e io spesso mi ci faccio bagni di ore per pensare e riflettere e scrivere nella mente. Vai sempre a perdere qualcosa nei cambiamenti…magari solo una grossa vasca…ma a volte anche famiglia e amore, comodità, compagnia, voci che ridono e parlano, protezione…questa vita pare sempre un enorme universo a forma di bilancia da tenere in equilibrio, dare e avere, perdere e guadagnare.

Quello della moglie ubriaca e la botte piena…presente no? Ecco, quello si che aveva capito il dramma delle scelte e la vera forma della vita.

195° giorno – Andiamo a Berlino!

Tipico mio questo, che quando dovrei essere esaltato e trepidante per un qualcosa di nuovo mi scende addosso un’apatica noia e una poltronite acuta che mi tocca affrontare e sconfiggere ad ogni ‘Gate’ o ‘Terminal’ di partenza.

Sto qua, che riempo un mini-trolley quasi da donna di indumenti tra cui mutande calze per completare poi l’opera con un contorno di caricatori per cellulare e macchina fotografica, spazzolino, bagnoschiuma, asciugamani morbidi profumati…e quasi ho l’ansia.
E dire che se me lo chiedi io ti dico che viaggiare e vedere posti nuovi e conoscere gente è la cosa che mi piace di più e fidati che non è il discorso “sei bravo a parlare..:” no no…perché poi le cose me le godo più che posso…è proprio una roba mia…forse scarso spirito di adattamento o di avventura pure…ma non credo. Uno dice “paura dell’aereo” ma io rispondo che nell’ultimo carro buoi con le ali preso, l’unico tranquillo che quasi dormiva, mentre il mondo attorno era di lampi e fulmini e ali che fluttuavano a biscia incazzata, gente in panico, vomito a fiumi…bhe ero io.

Mi succede prima dei capodanni…e nel pre-serate post-doccia sdraiato sul letto che attendi le 22 e pure nelle uscite con ragazze che magari anche mi piacciono.

Ho l’idea che mi viva situazioni del cazzo dentro la mente, inconscia-mente visto che non me ne accorgo. Situazioni che poi nemmeno accadranno. Situazioni paurose o di imbarazzo e di difficoltà in cui io devo tirare fuori gli attributi e fallisco cosi mi abbatto a livello psichico e sono in un limbo in cui preferirei rimanere al calduccio a casa tra le comode mura di una confortevole apatica noia piuttosto che uscire e fare quello che mi piace.

Ma ci sono abituato, lo so che poi cambia anche se io non cambio. Questo me stesso mi ricorda quando Beppe Bergomi, composto, serio, vestito sempre come un geometra in pensione, esplode in un “Andiamo a Berlino!” nella semifinale vinta contro la Germania.

Una frase normale ma detta con carica da bambino esaltato che mai ti saresti aspettato da uno come lui.

Ecco, stessa cosa. C’è solo da aspettare il Gate di domani.