172° giorno – Stomaco in subbuteo

Mia sorella mangia quanto Microchippy, il mio canarino. Hanno entrambi due foglie di lattuga nel piatto solo che Chippy almeno, come contorno, sgranocchia semi di girasole.

Io ritorno dall’allenamento, dove ho recuperato un “ciao” dalla mia bionda cameriera e dopo, me ne rimango sdraiato dieci minuti su tre metri di cemento a guardare il vapore acqueo che sale verso quell’unico puntino di luce li sopra, una stella credo anche se sembra che si muova, anche se sembra che sia un aereo. Improbabile, anche se sembra.

Quando mi incammino, con una spalla sinistra che brucia, incrocio un tizio con pantaloni rossi e cappellino rosso…mi guarda e mi supera con il tipico passo accelerato che ha anche mia madre, che quando è di fretta mi devo mettere a correre per starle dietro. Sembra quasi fisicamente impossibile.

Comincio a seguire l’uomo, che nota la mia ombra ed accelera.

Quindi accelero.

Aumenta ancora il passo della camminata.

Quindi accelero.

Arriviamo ad un punto in cui ci dobbiamo dividere, io gli sono dietro di un metro al massimo, lui continua a guardarmi con la coda degli occhi. Vado a destra continuando a guardarlo, costeggiando la frattura che divide il mio paese. Lui, fa finta di osservare i jersey di cemento e i blocchi di plastica e le linee gialle per terra. Io lo fisso e cammino.

Altri venti metri.

Il tizio si gira e mi guarda, io pure. Ci guardiamo per altri cinque metri poi, una costruzione ci nasconde, io continuo verso casa, costeggio ancora il fossato che sogno di riempire d’acqua…e gondole…e fare terminare tutto in una cascata, li, dove la roccia finisce e inizia il ponte di ferro. Oltre, la strada che si stringe e case abitate. Oltre, costruzioni mai finite e distese di asfalto sempre nuovo e poi casa mia.

Primo piano, scarpe via, felpa da supereroe via, dritto in cucina, acqua. Mia sorella sgranocchia una foglia di lattuga, come Microchippy.

“C’è del pollo…”

“No grazie…ho lo stomaco in subbuteo…”

“Subbuteo?”

Già…subbuteo?

Non ci ho mai giocato al subbuteo. Non so neanche come si gioca, al subbuteo. Non so nemmeno se esiste ancora il subbuteo. E chissà perché si chiama cosi…

Subbuteo.

No, mai messo mano su un subbuteo.

Avrei voluto.

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