279° giorno – Dovevo fare il dottore…

Son qua nel deserto di una sala d’attesa…mia madre non sta bene e me la sono ritrovata a casa in pausa pranzo e quindi “andare a prendere il numero dal dottore” per non farla uscire da bravo figlio premuroso. Odioso sistema…perdi tempo prima e pure dopo, che devi stare li un’ora davanti alla porta chiusa con la fila di gente che aspetta ferma tipo dall’ora di colazione poi, aprono la porta dal centro di comando al piano di sopra e via un’altra mezz’ora ma dentro stavolta…almeno quello…e finalmente prendi il numero e torni a casa per ri-uscire un’ora e mezza dopo per fare la visita che a stare li a fare la mummia finisci per impazzire…e visto che tanto mi pagano a ore tutta sta faccenda mi sta pure costando un sacco di soldi ma non importa, la famiglia prima di tutto.

Per prendere appuntamento, bisogna mettere le mani sopra un asettico touch screen con lo stesso schema di colori della sala, azzurro mare e arancione spensierata gioventù, giusto per mitigare la tristezza del posto anche se non so per quale motivo, a rivederlo cosi rinnovato mi ritornano in mente i muri beige con vernice lucida grumosa e le panche marroni rigide fissate al muro che c’erano prima, pensavo averlo dimenticato, rimosso…ed invece ecco il ricordo che affiora bello limpido e ancestrale. Premi sul nome del dottore e grazie alla magia oscura dovrebbe uscire da una fessura il numero dell’appuntamento e c’è pure il tabellone segnapunti nuovo di pacca con tanto di inning e punteggio aggiornato con pure i fuoricampo. La cosa che però trovo complicata, in questi giorni in cui la mia personalità e allegria sta sotto i minimi storici, è affrontare la gente che entra ben dopo di me e subito si fionda sul totem….vedete…non è ancora attivo…c’è da aspettare le 14:30 e sono giusto le 14:04 quindi, non sputa fuori i biglietti di carta e quelli si siedono delusi\e sulle gommose sedie arancioni in attesa pure loro…ma cosa accadrà alle 14:30? Ci sarà un rush violento verso il touchscreen? O prevarrà il buonsenso? E in caso di scontro violento, succederà come al solito che qualcuno intervenga in mia difesa “no guardi che questo stava qua molto prima di lei…ed è un brav’uomo…me lo ricordo ancora nel Vietnam quando combattevamo fianco fianco per la nostra patria” oppure tutti zitti e io in balia di quelli che insistono e che sono di fretta e sono vecchi e sbraitano…

“Ai miei tempi i giovani avevano rispetto per i vecchi…lei non si e alzato nemmeno dalla seggiola per lasciarmi il posto”

“Ma cazzo…ce n’erano trentotto liberi ed ho preso quello piu lontano da tutto e tutti ma che diavolo volete”

…e ci sarà il furbo che sta in giro a camminare intorno pronto a scattare all’ora X e tu che fai…ci litighi? Ne hai voglia sul serio? Urlare contro il vecchio che manco vede ed ha la schiena a 45 gradi? E penso che tipo potrei alzarmi e camminare pure io stile guardiano e se poi mi passa avanti comunque qualcuno vabbè, amen…basta che non sia una folla, un paio li posso tollerare se mi assicuro un posto decente…anche se mi maledico cazzo, perché io il turno agli altri non lo rubo mai.

Sta entrando un po’ di gente e tutti subito si lanciano a schiacciare e si chiedono perché non funzioni senza nemmeno impegnarsi a leggere il cartello che spiega tutto, poco sopra, e nessuno di quelli che stanno già qua da un po’ dice niente, manco io…e li vediamo premere da scemi e controllare sportelli e solo un minuto dopo gli diciamo in coro “fino alle 14:30 niente” e io son sempre più nervoso…per la gente ma soprattutto perché ci sono i vecchi che han problemi a premere e invece di appoggiare il dito normalmente lo strisciano, tamburellano, chiedono aiuto e intanto sono le 14:26 da quaranta minuti e la sala è quasi piena e io ci scommetto, quasi tutti furbi.

Voglio andarmene…stressante essere da questa parte della barricata…dovevo fare il medico ecco la verità, loro non devono prendere il numero. Me lo ricordava pure il mio PC stamattina, mentre frugavo tra le mail…sapete quei siti del cazzo che ti inondano di proposte di lavoro chiedendoti di passare Premium e sfruttare un sacco di fantastiche offerte come ‘i tuoi bigliettini da visita a soli 5 euro’ che mi chiedo sempre dove stia il guadagno…beh, uno di questi siti tutto euforico stamattina mi avvisa strombazzante che c’è roba per me e io mi immagino a San Francisco a fare il designer-fotografo-surfista quindi apro e leggo…

“Fisico Endocrinologo” c’è scritto e ve lo dicevo prima, che io l’ho sempre saputo che dovevo fare il dottore.

186° giorno – Family

Se devi scrivere un pezzo breve, che non hai voglia e sei stanco, devi puntare alla frase d’effetto, stile Oscar Wilde o Bacio Perugina quindi mi sento già spacciato.

Riesco solo a pensare alla torta che sta ancora cuocendo in forno, che non è per me, che non potrò manco assaggiare ma che inonda di profumo la casa.

Il bello della famiglia é questo, anche se a sto giro rimango in bianco. Torni a casa, dopo 12 ore di lavoro, occhi come due palle da bowling rosso lucido e brillantini e ti trovi due pezzi di carne in padella…non devi stare a pensare ancora a come sopravvivere dopo che ci hai provato il resto del giorno. Ci sono pizze, torte e tutta quella roba buona di cui non sapresti manco dire gli ingredienti. C’è il letto fatto, riscaldamento pagato, magliette e pantaloni stirati, profumati, perfettamente stoccati dentro i miei magazzini armadi. Hai qualcuno con cui dire due frasi a voce alta, senza stare a pensare tra te e te, parlare da solo come un folle. Poi magari manco ascolti e nemmeno ti importa dell’argomento…ma non è quello che conta.

Non sono un bamboccione eh…mica del tutto. Vorrei provarci…a vivere da solo dico…problematico nella mia condizione di lavoratore vagabondo schiavo senza futuro certo, con quei prezzi che ti ci compri stock di organi di ricambio, tasse, stress e la pazzia maniaco-depressiva sempre in agguato dietro angoli bui o lavatrici comprate in offerta o mobili Ikea in saldo. Tocca andarci cauti, come quei cartelli sull’autostrada…sopra c’è disegnata la carreggiata, nuvole grigie ciccione per simulare la nebbia.

“Se vedete cosi velocità 40km/h”

Non so…mi mancano tante cose…dentro e fuori. Non ho amore, la pazzia sta sempre all’uscio, soffro di distrazione cronica, i documenti importanti mi causano sonnolenza. Ho trenta strade davanti, venti dietro…alberi e cespugli…mi sembra di non vederci bene per nulla come in un vicolo buio…ancora fatico ad imparare le cose fondamentali, manco di lucidità, serenità e un sacco di altre cose che finiscono in ‘ità’.

Quindi me la tengo stretta,la famiglia, che mi serve davvero…per adesso.

Almeno finché non sarò grande abbastanza da andare in giro da solo di notte…al buio.