330° giorno – Nuovo articolo

Sto scrivendo un sacco di pezzi brevi…sono un disastro. Mi riduco all’ultimo, preso dai mille altri progetti da non riuscire a mettere due pensieri in croce in fila per sei con il resto di due. E dire che di cose ne avrei da dire…degli scontri verbali nella nuova ditta in cui sono stato testimone tipo…la rabbia del Faraone faceva tremare i muri della Piramide…oppure dilungarmi sul perchè da scemo, tengo lo schienale della sedia sulla destra e non dietro le spalle che non ha senso…antiergonomico, schiena a pezzi…o degli allenamenti assurdi che mi obbligo a fare…fitness. Sto scrivendo tanto però…non qui…e non ho nemmeno voglia di scrivere di altri pensieri e fatti che tanto sono sempre i soliti ma ormai sbiaditi…diluiti…e vorrei essere divertente e scrivere roba funny ma a quest’ora non mi viene proprio e quindi vabbè…ci saranno tempi migliori…futuro. Mi inventerò qualcosa nei prossimi giorni promesso…questa ripresa del diario la trovo debole per primo e voglio riscattarmi. Scrivo troppo…leggo troppo poco…ora in Tv c’è pure twilight e non ho voglia di allungarmi…prendere il telecomando….cambiare canale…lo potete capire anche voi che sono tempi duri. Pazientate.

328° giorno – Blomor

“Ma sei sicura?”
“Eh si…non vedi?”
“Mah…”

Che se credessi nella sorte certe cose finirebbero in quella categoria…”sfiga o destino”…che qualsiasi persona dotata di intelletto sa che mica esistono ma tant’è…congiunzioni astrali e una serie di segnali stile tre indizi fanno una prova.

“Guarda…numero 2…”
“Si ma é un cazzo di portone questo…”
“Lo vedo lo vedo”

Che il mondo moderno sembra sempre fornirti le risposte che cerchi a problemi…malattie…investimenti economici…figurati quanto può essere difficile trovare un accidenti di negozio giovane-casual in quel di Milano. Sullo schermo dopo la ricerca lampeggiano indirizzi gonfi di certezze.

“Si vabbè….alla Rinascente sembravamo due deficienti ubriachi a chiedere in giro di sta marca in mezzo a negozi dove devi lasciare in pegno rene ed esofago per prenderti mezza camicia”
“Cavolo…c’era scritto sul sito…non l’abbiamo trovata nemmeno negli stendini delle marche pezzenti”

E prendi ed esci da quella Babele di Rinascente e imposti navigatore satellitare per una via che non hai mai sentito al punto che credi che sia uno scherzo…che lo Smartphone a furia di sentirti dire stupidaggini abbia imparato il senso dell’umorismo anche lui e si diverta a dirti che la via non esiste? E poi, a dirti che é la a due chilometri ed invece era a cinquanta metri….un’ora e mezza a girare in tondo come scemi che tanto eravamo molto riposati. Tutto per una maglietta che forse manco non c’è…e nemmeno il negozio forse.

“Vieni qua…”
“Che c’è?”
“Leggi sul citofono…”
“E che significa?”
“Che siamo alla sede della ditta…qua di negozi non ce ne sono…”

E poi salta fuori che il negozio era tipo vicino a te ma per davvero stavolta…lo era sempre stato per tutta la mattinata e il mondo digitale si rifiutava di dirtelo e basta chissà perché, che la civiltà moderna a volte ha i suoi segreti nonostante lo sharing di ogni dannato istante di vita di ogni essere vivente della terra sembri sempre perfetto e totale…figurarsi per un negozio…e lo devi accettare…con la giusta serenità visto che tanto ora devi tornare a casa e non c’è più tempo per ritrovare la diritta via che era smarrita. Con serenità.

E il dito medio alzato.

326° giorno – Parcheggio

Che torno da una serata Drag Queen con panza piena di roba giappo che poi non so perché, la finiamo sempre noi tre in un qualche posto sporco brutto e buio a parlare di cose, vita, situazioni che in fondo anche se si cresce…e se prima facevo altro e ora no, si rimane sempre comunque quelli di una volta e mi sorprende sempre e vorrei che qualsiasi numero ci sia scritto sulla mia età non manchino mai i parcheggi i personaggi assurdi le risate le contraddizioni le domande inopportune. C’è sempre un po’ quest’ansia ad una certa età…non sai mica come vanno le cose…per quanto tempo ancora non cambieranno del tutto le vite degli altri.

Ma per adesso godiamoci il parcheggio.

324° giorno – Cielo stellato

Ero li che mi allenavo con un freddo micidiale con ormai il buio totale e le stelle quando mi é tornato in mente di aver prenotato una gita all’osservatorio astronomico da fare con Yle…cosa che non accadrà a meno di interventi divini o interstellari che, nella situazione attuale, mi sembrano più appannaggio di “altra gente” e non miei che son peccatore e caotico. Ora…il problema é “che fare”…perché é una di quelle cose che tipo prenoti in anticipo di mesi (dannato ottimismo) e c’è la gente che fa la fila e che a pensarci mi scoccia annullare perché mi piace un botto l’idea e negli ultimi giorni sono carico come una molla e riempio le agende di impegni e torno a casa a pezzi e contento e quindi ci andrò. E’ che da solo fa triste, non so, avevo questa gran voglia di condividere la cosa con qualcuno che amo quindi, finirà che ci andrò da solo o con l’altra donna della mia vita attuale…Sorella…che giusto due giorni fa mi parlava di telescopi e giganti gassosi da vedere di notte quasi a riparlare ancora una volta della nostra telepatia totale.

Ah…cavolo…dimenticavo mia madre.

Questo si che é un conflitto di interessi.

323° giorno – Mulino bianco

Alla fine ho capito tutto…più o meno…e credo andrà sempre meglio…lo voglio. Passi avanti fatti mentre brancoli nel buio…ma comunque vai avanti no? Non sarà il massimo dello stile ma più o meno è sempre il risultato che conta, forse. Tant’è…i progetti corrono…anno delle svolte. Sto aiutando una persona anche…davvero una bella ragazza. Buono di natura o secondo fine? A volte ci penso…mi analizzo…come stanno le cose? Ma davvero importa di questi tempi? Ditemi voi perché ” il secondo fine” dovrebbe essere un’azione malvagia poi…le opportunità si costruiscono…non cadono dal cielo…non sempre. Quindi, non credo lo sia…se tiri l’acqua al tuo mulino é comunque per farci del buon pane. O no?

322° giorno – Gli asciugamani nella casa degli altri

Che non so se avete anche voi il mio problema…che quando andate nei bagni di qualcun’altro la logica degli asciugamani é sempre roba nuova e poi non c’è tipo l’asciugamano per l’ospite che se ci pensate bene sarebbe importante perché cosi sanno dove asciugarsi le mani che metti che sono del tipo che non si lavano le mani dopo aver pisciato ecco…e segnalarlo anche…un cartello “per l’ospite” anche se poi…magari…pensano che tu non ti fidi del loro igiene e che magari pensi che siano di quelli che non si lavano le mani dopo aver pisciato ecco…quindi, forse, meglio non metterlo ecco.

321° giorno – Vocalist male

Che mi chiedo il perché del vocalist almeno di quello scarso che c’è”i will survive” e tu aspetti Gloria che canti e invece “oh…i will AUGURI A STEFANIA! SI SPOSA DOMANI YEAH!” e in mezzo a qualsiasi altro ritornello di una qualsiasi canzone infila frasi e auguri e sei li con le amiche che aspetti il momento e “volaaare ooooh oh! Cant..FEDERICA FA GLI ANNI…SU LE MANI E APPLAUSI PER FEDERICA!” che tu si che le alzeresti le mani. Su di lui.

320° giorno – Presente che scorre

L’acqua sa di cloro e credo di avere una ruga nuova li in mezzo alla fronte o forse é solo un riflesso di questa luce da bagno gialla. Che giornata strana. Cappelli, ombre, esperienze che si congiungono in una strana danza malinconica…sospesa in quattro metri quadrati di tessuto, ombra e freddo…una lunga camminata con musica nuova tra una città indaffarata e io in mezzo, sorrisi, pensieri sporadici e un serie di contrasti sottocutanei, tra i ventricoli. E già cambiato tutto, quasi all’improvviso…tutto si snoda incerto ma dritto verso una nuova strada da vivere ma ancora non so cosa pensare di tutto il caos passato…c’è una strana indifferenza e senso di pena che si mischia nei miei pensieri la maggior parte delle volte. Non credo andrà bene…per niente…per te. E io non sarò li per evitarlo.

319° giorno – In questo pezzo non c’è un filo di disperazione

00:04, bar in centro, rum e Schweppes in corpo, prima erano due drink separati…lucine sfarfallanti di Natale, farfalle nevrotiche nello stomaco non per la perdita…quella c’era già stata. La nausea continua ad accompagnarmi da questa mattina…ce l’avevo durante la chiamata…mi é rimasta da allora. C’è un limite che viene sempre raggiunto, quando i nodi vengono al pettine e capisci che stai solo perdendo tempo come se volessi mettere in ordine un pugno di sabbia, che stai lottando contro confusione, contraddizioni, spiegazioni senza senso e un grande sacco pieno di “te l’avevo detto” e “avevo ragione” e “dimmi questa cazzo di verità”.

Sono stufo e ho la nausea. La nausea di debolezze contro cui sbattere senza possibilità di vittoria. Stufo di metterci il cuore per poi fare il cretino di turno. Nausea dell’immaturità, dei segreti, delle parole non dette, della mancanza di personalità, del non avere il coraggio. Stufo del credere di poter raccogliere i cocci delle vite altrui e farci un vaso. Stufo e nauseato e non verserò nemmeno una lacrima per tutto questo, ho dato fin troppo alle cause perse…sono stufo e nauseato di essere invischiato nelle miserie dell’anima.

Charles scriveva “find what you love and let it kill you”…ci ho sempre creduto fermamente ma adesso non lo so…non lo so più Charles…non so se ho ancora voglia di cercare…scavare…fare fatica per non trovare nulla…non più. Che mi cerchino e mi trovino gli altri ora che tanto, comunque vada, sarà un successo.