239° giorno – Vita e scrittura

Mi sentivo abbastanza carico oggi, anche se stasera…Dio…sto crollando dal sonno e la testa ciondola mentre tutta la famiglia e gli zii stanno di là, e parlano e ridono tutti assieme mentre io di fronte al portatile, che sbadiglio, che in pratica dormo sulla tastiera. Mi sono bruciato mezzo libro di John Fante in treno, mentre seguivo i passi di una ragazza bellissima che ho incrociato stamattina alle 11:16 e pure alle 17:36, stesso treno, stessa carrozza, mi si siede a fianco la sera e io son contento ma poi si alza e se ne va in un’altra carrozza…peccato, gran belle gambe che spariscono da sotto gli occhi ma va bhe, rimango con ‘Chiedi alla polvere’ che è un libro straordinario, ne leggo 30 pagine all’andata e io mi dico che una roba cosi non l’ho mai letta in vita mia e forse non la scriverò mai…scoraggiante all’inizio stimolante poi, quando analizzi nel dettaglio e noti che tutto si basa su vita vissuta…sopravvivenza tra personaggi veri, prostitute, gente buona e gente cattiva, povertà, amore facile, alcool…roba che, nonostante tutte le cose che faccio, rimango un bravo ragazzo troppo ben coccolato e comodo tra le mura di casa per poter parlare di cose cosi vere e credo che se ti chiedi di cosa vuoi scrivere e come vuoi scrivere, nella vita e prima della morte fisica o mentale, c’è da riflettere su come vuoi vivere pure, fare cose per poterle mettere su carta che si, puoi inventare e scrivere di mondi e storie che non esistono ma il mondo reale…quello sprigiona pathos, sudore e sangue vero, follia e odio e amore genuino che anche ad immaginare con vividezza…son solo approssimazioni, sentito dire, la differenza che passa tra un giornaletto porno e la ragazza nuda sul letto. 

Ero a Milano quindi, vagavo perlopiù, bevevo e mangiavo cose, scattavo fotografie a gente quasi sempre ignara e pensavo a John e allo stile, al mio non-stile, alle cose che mi mancano come pezzi di puzzle. Quindi, mi son fatto uno di quei discorsi personali tra me e me ma molto sereno stavolta, senza stare a litigare e come se fosse un compromesso, un patto in comune, mi son deciso a provarci seriamente in tutto quello che è vita vera, senza fermarsi ad osservare le anime perse che mi stanno attorno, troppo blando troppo blando…no no…qua c’è bisogno di amare seriamente, viaggiare e vedere aurore boreali, conoscere gente che puzza da morire, vecchi e giovani, baristi e camionisti, assimilare assimilare assimilare e vedere se poi qualcosa si forma nel cervello per cadere come inchiostro sulla carta, prima o poi, se ne sarò degno soprattutto, se il talento esce dalla pelle, se la penna scrive da sola, stato di trance, creatività pura, scrittura meritevole di essere ricordata.

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