Ora sono le 3:30, subisco una specie di jet-lag che i ritmi si spostano in questi periodi, mi sveglio a mezzogiorno, pranzo alle cinque e cena quando capita, rientro a letto che è mattina e se c’è già qualcuno che ha ricominciato a lavorare io lo incrocio quando rientro, mi infilo nello stomaco tachipirine per tenere a bada la febbre che sta in agguato. Ora sono le 3.30 e massacro il dentifricio per tirarne fuori gli ultimi scampoli di vita che come al solito quando parto per qualche viaggio, recupero cadaveri dai cassetti di casa per prosciugarli definitivamente…che uomo attento agli sprechi che sono, da sposare, brillante, sovrappeso ma è rimediabile, simpatico ma con ancora limiti di personalità…ci sto lavorando, ci sto lavorando. Stamattina che mi facevo la doccia…stamattina per modo di dire visto che erano le 14…m’ero già scritto il pezzo in mente ma poi l’ho perso tutto…mentalmente queste vacanze volate le sento pesanti e la terribile conseguenza, quando il calendario segna 7 di Gennaio e il telefono ore 8:00 e timbrare il cartellino, è che non desidererò altro che ritagliarmi dello spazio-tempo per rilassarmi da qualche parte anche se poi…alla fine…non sarà cosi nemmeno la prossima, come sempre, come sempre.
Archivio mensile:gennaio 2014
248° giorno – Scadenze universali
L’acqua di questa casa non è buona, quando scorre mi torna in mente l’odore dolciastro della saldatura con una punta di acido che non distinguo, non riesco a capire. Oltre la mezzanotte, c’è una bottiglia morta sul portico, dissanguata nell’urto, lampi e tuoni sferici dai fortini-abitazioni che ci circondano…dovremmo tipo essere nel nuovo anno, dovrei scrivere tipo auguri o tipo dovrei redigere una lista dei cambiamenti-fioretti-appuntamenti con il destino per il nuovo anno tipo. Beh, penso al sapore dell’acqua e al nido di rondini che vedo tra le travi, penso che non so fare i cerchi di fumo quando gli altri mi passano del tabacco arrotolato…penso che il fianco mi duole sulla destra e me lo trascino da tempo anche se oggi la borsa della Fuji l’ho messa dall’altro lato e di colpo mi sono sentito meglio…penso alle mancanze ma non è una novità…penso alle novità ma quelle mancano, penso che il caffè grattugiato nel mascarpone non l’avevo mai provato ed è molto buono…ci inzuppo dentro il pandoro quando torno dentro e butto la giacca sul divano, il bicchiere con il mio nome scritto in pennarello lo appoggio sul tavolone di legno…quercia credo, bello, lo vorrei in casa mia, penso a Lei come ogni giorno.
Tutti prendono queste date penso…ed eventi, tasselli nel tempo precisi come viatico, punto d’inizio o di fine e sapete bho…io non ci credo più a questa storia dei cicli e del tempo…roba che ha poco senso nel nero dell’universo, giganti rosse e orizzonti degli eventi dai confini labili con fotoni risucchiati nel nulla e Proxima Centauri che si tinteggia di rosa, supernovae esplodono, a questo penso. Di decisioni personali e fioretti, bilanci…discussioni con me stesso…ne ho sempre fatte mille e c’ero anch’io nella lista di quelli che dicevano “dal primo Gennaio” o “da Lunedi io…”. Poi ho deciso di non volere pietre miliari o scadenze, se vuoi impegnarti lo fai da subito, rimandare non ha senso, dopo un discorso serio meglio iniziare con le idee chiare, anima sporca, cuore pesante, il culo che rode, a questo penso e vedo dalla finestra il cocker, fuori che piange…penso al pensiero più complesso che possa formulare un cane, se quando comunica con gli altri cani si facciano domande e si rispondano a vicenda, se si facciano domande a loro stessi anche, magari da vecchi, come questo. Di fioretti, impegni, auguri da fare, obiettivi nella mente…niente davvero…niente…vorrei
dell’altro pandoro, a questo penso adesso, si, mentre parte Outside degli Staind, un buon inizio musicale quest’anno, penso.
