248° giorno – Scadenze universali

L’acqua di questa casa non è buona, quando scorre mi torna in mente l’odore dolciastro della saldatura con una punta di acido che non distinguo, non riesco a capire. Oltre la mezzanotte, c’è una bottiglia morta sul portico, dissanguata nell’urto, lampi e tuoni sferici dai fortini-abitazioni che ci circondano…dovremmo tipo essere nel nuovo anno, dovrei scrivere tipo auguri o tipo dovrei redigere una lista dei cambiamenti-fioretti-appuntamenti con il destino per il nuovo anno tipo. Beh, penso al sapore dell’acqua e al nido di rondini che vedo tra le travi, penso che non so fare i cerchi di fumo quando gli altri mi passano del tabacco arrotolato…penso che il fianco mi duole sulla destra e me lo trascino da tempo anche se oggi la borsa della Fuji l’ho messa dall’altro lato e di colpo mi sono sentito meglio…penso alle mancanze ma non è una novità…penso alle novità ma quelle mancano, penso che il caffè grattugiato nel mascarpone non l’avevo mai provato ed è molto buono…ci inzuppo dentro il pandoro quando torno dentro e butto la giacca sul divano, il bicchiere con il mio nome scritto in pennarello lo appoggio sul tavolone di legno…quercia credo, bello, lo vorrei in casa mia, penso a Lei come ogni giorno.

Tutti prendono queste date penso…ed eventi, tasselli nel tempo precisi come viatico, punto d’inizio o di fine e sapete bho…io non ci credo più a questa storia dei cicli e del tempo…roba che ha poco senso nel nero dell’universo, giganti rosse e orizzonti degli eventi dai confini labili con fotoni risucchiati nel nulla e Proxima Centauri che si tinteggia di rosa, supernovae esplodono, a questo penso. Di decisioni personali e fioretti, bilanci…discussioni con me stesso…ne ho sempre fatte mille e c’ero anch’io nella lista di quelli che dicevano “dal primo Gennaio” o “da Lunedi io…”. Poi ho deciso di non volere pietre miliari o scadenze, se vuoi impegnarti lo fai da subito, rimandare non ha senso, dopo un discorso serio meglio iniziare con le idee chiare, anima sporca, cuore pesante, il culo che rode, a questo penso e vedo dalla finestra il cocker, fuori che piange…penso al pensiero più complesso che possa formulare un cane, se quando comunica con gli altri cani si facciano domande e si rispondano a vicenda, se si facciano domande a loro stessi anche, magari da vecchi, come questo. Di fioretti, impegni, auguri da fare, obiettivi nella mente…niente davvero…niente…vorrei
dell’altro pandoro, a questo penso adesso, si, mentre parte Outside degli Staind, un buon inizio musicale quest’anno, penso.

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