34° giorno – Scompensi

Continui scompensi nel ritmo veglia-sonno e mi sveglio stanco. SONO stanco.

Ultima giornata lavorativa della settimana ma il sonno mi paralizza le sinapsi nNonostante una serata a base di letto, tv e soprattutto, camomilla iperstratodolcificata con fruttosio e pillole ipocaloriche contenenti aspartame, per non ingrassare e cercare di dormire meglio. Tentativi subito vanificati da una scorpacciata di teneri coccodrilli gommosi, 340 Kcal per 100 grammi.

Per carità, per il sonno la camomilla ha dato anche i suoi frutti; mi è parso più regolare del solito, più profondo, meno interrotto ma al risveglio…stanco come sempre.
Rincoglionito, svarionato, debole, confuso nonostante la camomilla di cui per inciso, ne parlo un gran bene, ma che trovo imbevibile senza zucchero quindi mi sento un po’ ipocrita, perché alla fine, è poco più di acqua calda zuccherata. Sarà che lo zucchero non è mai abbastanza ultimamente, mi sembra tutto troppo amaro o salato.

“Scompensi organolettici” diciamo.

La ditta mi fischia attorno come un’ossessa mentre i suoi personaggi si muovono in questo microcosmo, con i loro nomignoli e storie. Vedo vagare Kappa, Minni, Rindo, Cigno, Rettile, Sballa, ODM e tutti gli altri che al momento non ricordo…

…scompensi mnemonici.

Il rumore è attenuato da cuffie gialle che ti stringono la testa al punto che dopo un po’ la mandibola diventa meno sensibile per cui evito anche di parlare perché per sentire la risposta dovrei togliere le cuffie ma c’è troppo casino e non sopporto il suono della mia voce sentita attraverso quei padiglioni gommosi.

Non so, sembra che venga da qualche altro posto, da un luogo più profondo, dentro il mio corpo. Cosi isolato dall’esterno, la sento che arriva gorgogliando dal basso uscendo ovattata e distante, come se fosse qualcun altro a parlare.

Non nascondo che questa sensazione assomiglia tanto a quando mi vedo in terza persona, rallentato e in stop motion, fuori dal mio corpo e non mi riconosco in quello che faccio.

Qua è la stessa cosa, esperienze simili che non saprei come definire…

Forse “scompensi nell’anima”.

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