40° giorno – Bukowski come si sente

Scendo in cantina credo per spegnere la lavatrice che altrimenti spreca troppi elettroni e gli elettroni costano, ma sono cosi immerso nei cazzi miei che faccio in tempo a manipolare su dei tasti e display, ritornare su in casa pensando a chissàccosaecchi e dimenticarmi completamente se quella ferraglia l’abbia spenta sul serio oppure no. Manco mi ricordo se poi la cantina l’ho chiusa.

Oggi, la spia della portiera aperta in macchina cercava di avvertirmi che per l’ennesima volta sono distratto e incostante, avvertirmi di qualche mia mancanza e avvertirmi di qualche importante avvertenza. Rossa e fissa mi avvertiva, ma giustamente la fissavo senza percepire nessun pericolo, come fanno gli stupidi, più propenso ad ascoltare la stessa canzone in repeat di una compilation “estate 2011” con un cuoricino sopra. Cd e copertina viola.
Solo quando si è spalancata a 100 all’ora in curva sono ritornato sul pianeta terra.

Dev’essere che passare la giornata a spostare omini sagomati sul computer, parlare di pezzi di alluminio e acqua e concludere la serata bevendo red bull ascoltando Bukowski recitato magistralmente mi ha provocato uno strano stato catatonico, in cui sembra che la lancetta non vada avanti, e mi ritrovo in pensieri tipo che io non sto combinando un cazzo in questo mondo, che sono distratto e che forse non saprei nemmeno definire in che stagione siamo ne l’anno attuale con precisione se ci penso sul serio. Sembra tutto stranamente cosi fuori dal tempo e complicato.

Vorrei anch’io però, come Bukowski, parlare e scrivere solo di alcool, vita e puttane.

Di questo son sicuro.

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