214° giorno – Hystéresis

C’è una cosa che mi hanno spiegato mentre si lavorava sul Pulser, un mostro ciucciaolio con ventole di un Cesna, che martella pezzi di plastica 50 volte al secondo. Una cosa che si chiama Isteresi.

Non ha nulla a che fare con la gente che si uccide dopo i crolli in borsa o che entra in panico negli ascensori o per lo scoppio di un incendio, é una cosa che in pratica c’è in ogni sistema dove spesso, la reazione arriva in ritardo rispetto all’input che uno gli dà e quel suo ritardo è anche in relazione con tutti gli stimoli che ha ricevuto prima della causa scatenante.

Tipo…siamo in un pub gonfi di Guinness e Fish&Chips…vieni verso di me…mi spingi.

Logica vuole che ti levi i denti a testate ma poi ci penso e faccio il conto delle volte che le ho prese in una rissa e le volte che sono finito a dover dare spiegazioni a gente in divisa quindi aspetto qualche secondo e valuto se partire con il destro.

Isteresi.

La cosa che mi affascina in questa magico incontro fra ‘fisica da ingegneri’ e ‘genere umano’, è che a ripensare al tempo perso, alla mancanza di reazioni di orgoglio, al non volerci provare memore dei fallimenti passati, al non voler rischiare per non perdere tutto e quindi svegliarsi dopo anni di sonnolenza… in ritardo, un vagabondo in stazione bhe…direi che si possa senz’altro concludere che dire isteresi e dire paura sia la stessa cosa, una specie di equazione dell’ansia.

Ora…immaginate il mio shock quando ho realizzato di soffrire di isteresi termodinamica come la mia caldaia…e pure senza controllo annuale che per quanto la ami…e in questo periodo la stra-adoro, mi ritengo un gradino sopra nella scala evolutiva, ho una testa per pensare alla mia vita quindi, mi metto li carta e penna cerebrale e inverto le formule della mia Isteresi termodin-anima scomponendo i fattori, dividendo i dividendi, sottraendo i sottraenti-ci-vi-si per scomporre gli elementi base.

“I ricordi sono una merda” è la conclusione.

Io mi immagino un sacco di gente che in questo momento chiude la pagina ma quando penso a tutte le volte che mi sono bloccato per paura a causa di “No grazie” e due di picche, incidenti in auto o magliette troppo sudate o ossa rotte e polsi doloranti cazzo, perdo il conto.

“Tutta esperienza!” urlano dal fondo

Bravi bravi….

Banale. Pure l’esperienza è una merda, utile solo a rendere gente ingenua e spontanea…bella, in burattini grigi, impauriti, succubi e che non hanno la minima idea di quello che stanno perdendo, tormentati da lezioni imparate, come un bambino che si scotta con il fuoco.

“Ma ti hanno nutrito a latte e calci in testa? Ma si…buttiamo nel cesso millenni di storia…”

Ecco…vedete, per quanto sia il più grande fan della Storia e adori collezionare i carrarmatini della seconda guerra mondiale con le uscite DeAgostini, è roba che fa solo male al mondo…la Storia è ancora più merda…la merda delle merde.

Ricordo una discussione…tempo fa. Una tizia parlava dell’importanza del giorno della memoria, l’importanza di ricordare, come monito.
“Ma anche no” dissi.

Putiferio.

“Ma pensaci…un ebreo vede la cerimonia e pensa che uno sporco nazista del cazzo ha ammazzato suo nonno…dall’altra parte i cinesi odiano i giappo per lo stesso motivo e poi c’è quello che è negro…zingaro…polacco…armeno…juventino…quello è frocio…quello mi ha scopato la ragazza sul cofano del furgone…nessuno dimentica…tutti ricordano…tutti con i coglioni girati per qualche motivo invece di mettere corone di fiori in testa alla gente…”

Non capiscono.

Non capiscono che vorrei un’amnesia collettiva nel mondo, per re incontrare chi mi ha spezzato il cuore e ricominciare come se nulla fosse, svegliarmi in una città che non ho mai visto senza chiedermi che popolo mi stia attorno, non avere pregiudizi o freni mentali, come quelli che di colpo si riscoprono pianisti ma non sanno nemmeno il loro nome, non importa, l’importante è suonare il piano e vivere senza nessun rancore o lotta o follia di gruppo, vendette, resoconti, rabbia condensata tra i padiglioni auricolari, riassunti frettolosi delle tragedie di giornata dopo la sigla in 3d di un telegiornale, la bionda che sorride…”30 morti in un attentato” dice. Sorride.

Via tutto.

Liberi.

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