87° giorno – Dai un’occhiata in giro…

Alto e magro, che armeggia tra cavi e lenti laser, pantaloni verdi e scarpe da ginnastica troppo grandi, di quelle che hanno 35 centimetri di suola di gomma, al punto che sembrano due boe di galleggiamento. Camicia tenuta dentro i pantaloni, corpo asciutto e magro, naso adunco e bocca sottile, età…sui 50. Sembra una porta stretta con disegnata sopra una figura umana e se ne sta li ad armeggiare alle mie spalle con un accento cadenzato mentre fa domande a Teo, il mio collega.

Suona il telefono, la canzone quella di Mission Impossible in salsa dance, alla quale lui risponde in fretta. Comincia a parlare di appuntamenti, viaggi in macchina, cose da fare e comprare, mentre comincia ad andarsene in giro nel mio micro-mondo lavorativo.

Che magari sia una fottuta spia? Un super-tecnico in incognito con conoscenze militari? Sapete, quelli che orientano satelliti, ti danno le penne laser appunto o che piazzano le bombe sotto le auto. La suoneria pare confermarlo.

D’altronde, e vi giuro che è la verità, io quando sono in mezzo alla gente me lo chiedo sempre chi tra chi mi circonda sia una spia.
Me ne stavo in una piazza di Zurigo qualche settimana fa, a mangiare un sovraprezzato e poco gustoso panino di tre centimetri al salmone affumicato male. Attorno, un sacco di gente.

C’erano vecchi zitti seduti a tavolini all’ombra che osservavano, donne bellissime con cane al seguito, uomini di affari, autisti e artisti di strada. Una signora se ne stava davanti ad una A8 blu metallizzata larga come un palazzo, guardandosi attorno. Un vecchio, vestito bene, senza una sola goccia di sudore nonostante il caldo terrificante era quasi mezzo nascosto da una colonna tonda e toglieva e rimetteva gli occhiali da sole in continuazione. Un’altra signora, di mezza età, sfoggiava uno scioccante vestito mezzo bianco e mezzo nero con tanto di mega cappello al seguito che pareva una parabola satellitare.
Ecco, per me tra tutte quelle persone…una spia c’era di sicuro o un ricercato itnernazionale, o un agente in incognito di qualche organizzazione segreta.

E pensare, che per scoprirlo basterebbe conoscere il loro numero di telefono.

Se non hanno il silenzioso, li chiami ed ecco subito la musichetta di Mission Impossible.

“NA-NA-NANANA-NA-NANANA-NA-NANANA-NA-NANANAAAAA!”

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